Guardando le discussioni precedenti emerge che ha chiesto: Malevic, Mimmo Rotella, Gina Pane.______________________Per quanto riguarda il corso di quest'anno ho sentito che farà:1 domanda sulle avanguardie2 sui movimenti + recenti3 testo su M. Duchamp
portatele il dorfles
Gina Pane
devi fare tutto il manuale..il libro sulle avanguardie chiede solo la prima parte, non quella dei manifesti..di solito si cominicia con l'argomento a scelta..occhio però che è molto pignola sulle nozioni all'apparenza inutili che dice in aula..
Quindi, guardando l'indice del libro i capitoli da studiare sono dall'1 al 9 per poi evitare la "Parte seconda: Documenti" con i vari movimenti?
allora chiariamo un attimo le cose...earine hai detto una cosa non esattissima...la parte sui manifesti l'ha chiesta qualke volta e cmq il de micheli è un libro veramente da nn leggere..nn dice nulla alla fine...tenete conto, x chi ha fatto arte dall'anno scorso (e quindi NO chi come me ha già finito il terzo) la sandonà ha cambiato l'esame e nn c'è più il fascicolo a scelta ma un altro libro, nn da fare tutto...si parte cmq sempre dalla domanda a scelta e MAI dire alla prof "faccia lei"....mai, fidatevicmq alla fine di questo discorso ricordati che è tranquillissima la sandonà (l'assistente un pò meno) e basta essere tranquilli...se io ke nn ho mai fatto arte ho preso 28....
lunedì 12 novembre 2007
5 domande a risposta aperta breve (5-6 righe informative)
es :-Quando venne emanato lo Statuto albertino e fino a quando rimase in vigore?
-Principali tappe della guerra franco-prussiana-Quando furono stilati e cosa significarono i Patti lateranensi tra il Regno d’Italia e la Santa Sede?
-Le leggi di Norimberga nella Germania nazista-Quando fu e quale fu l’ultimo atto della II guerra mondiale?
-Quali furono i protagonisti e quali le tappe dell’indipendenza dell’India?-
elezioni del 2 giugno 1946 cosa si vota e come.
-secondo impero francese: parabola cronologica.-
effetti della crisi del 29 in Germania.-1914-1915 e neutralisti ed interventisti in Italia.
-caduta della Francia e governo di Vichy.-
politica estera della Germania e dopo l'uscita dell'ONU ( congresso di Monaco )-
come e quando avviene l'annessione del veneto.
-assetto della penisola italiana dopo il congresso di Vienna.
-new Deal.-conferenza di Yalta-
nuovo ordine europeo di Hitler.-
riforme di Gorbacev e caduta dell'unione sovietica-
indipendenza greca come quando e perché-sconfitta di Sedan-
sinistra storica : programma politico-ONU come e quando-guerra di Corea primo atto della guerra fredda.-
non expedit, cosa significò per l’Ita-NEP e la Russia-Apartheid origini sviluppi fine-
rapporti tra stato e chiesa dopo 1861-
crisi dei missili a Cuba-armistizio di Villafranca tra Francia e Austria- spartizione della Africa- patto di non belligeranza tra Germania e Russia-
accordi tra Cavour e Napoleone III- elezioni del l948 in Italia.-
dottrina Monroe-
cosa affatto militarmente la Germania per la sua unificazione-
quando e perché è scoppiata la guerra di Spagna.-
modernizzazione del Giappone- l
e più importanti riforme in Italia dopo il 1860-
Affeire Dreyfus1 domanda a risposta aperta approfondita (vedi box storiografici- L’utilizzo storiografico della categoria di “totalitarismo”-
utilità e ristrettezza del termine totalitarismo-la periodizzazione-
origini del fascismo-
società nell’800: il movimento operaio-nazionalizzazione delle masse-
idea di nazione nel primo 800-
la soluzione finale (del nazismo)Cosa prevedevano gli accordi di Plombières-
Chi sono i Boeri-
significato del termine 'centro-sinistra' nell'Italia degli anni '60/'70-Cos'è il comunismo di guerra-
Significato del termine 'autarchia'
Domande a risposta aperta breve (5-6 righe):-
Asetto dell'Italia dopo la restaurazione-
Rivoluzione del '48 in Francia: come dove e perchè-
Criteri della spartizione dell'Africa alla Conferenza di Berlino-
Cosa sono i gulag-
Dottrina Truman e inizio guerra freddaDomanda a risposta aperta approfondita:-
Fase liberale del nazionalismo: spiegare e fare esempi
es :-Quando venne emanato lo Statuto albertino e fino a quando rimase in vigore?
-Principali tappe della guerra franco-prussiana-Quando furono stilati e cosa significarono i Patti lateranensi tra il Regno d’Italia e la Santa Sede?
-Le leggi di Norimberga nella Germania nazista-Quando fu e quale fu l’ultimo atto della II guerra mondiale?
-Quali furono i protagonisti e quali le tappe dell’indipendenza dell’India?-
elezioni del 2 giugno 1946 cosa si vota e come.
-secondo impero francese: parabola cronologica.-
effetti della crisi del 29 in Germania.-1914-1915 e neutralisti ed interventisti in Italia.
-caduta della Francia e governo di Vichy.-
politica estera della Germania e dopo l'uscita dell'ONU ( congresso di Monaco )-
come e quando avviene l'annessione del veneto.
-assetto della penisola italiana dopo il congresso di Vienna.
-new Deal.-conferenza di Yalta-
nuovo ordine europeo di Hitler.-
riforme di Gorbacev e caduta dell'unione sovietica-
indipendenza greca come quando e perché-sconfitta di Sedan-
sinistra storica : programma politico-ONU come e quando-guerra di Corea primo atto della guerra fredda.-
non expedit, cosa significò per l’Ita-NEP e la Russia-Apartheid origini sviluppi fine-
rapporti tra stato e chiesa dopo 1861-
crisi dei missili a Cuba-armistizio di Villafranca tra Francia e Austria- spartizione della Africa- patto di non belligeranza tra Germania e Russia-
accordi tra Cavour e Napoleone III- elezioni del l948 in Italia.-
dottrina Monroe-
cosa affatto militarmente la Germania per la sua unificazione-
quando e perché è scoppiata la guerra di Spagna.-
modernizzazione del Giappone- l
e più importanti riforme in Italia dopo il 1860-
Affeire Dreyfus1 domanda a risposta aperta approfondita (vedi box storiografici- L’utilizzo storiografico della categoria di “totalitarismo”-
utilità e ristrettezza del termine totalitarismo-la periodizzazione-
origini del fascismo-
società nell’800: il movimento operaio-nazionalizzazione delle masse-
idea di nazione nel primo 800-
la soluzione finale (del nazismo)Cosa prevedevano gli accordi di Plombières-
Chi sono i Boeri-
significato del termine 'centro-sinistra' nell'Italia degli anni '60/'70-Cos'è il comunismo di guerra-
Significato del termine 'autarchia'
Domande a risposta aperta breve (5-6 righe):-
Asetto dell'Italia dopo la restaurazione-
Rivoluzione del '48 in Francia: come dove e perchè-
Criteri della spartizione dell'Africa alla Conferenza di Berlino-
Cosa sono i gulag-
Dottrina Truman e inizio guerra freddaDomanda a risposta aperta approfondita:-
Fase liberale del nazionalismo: spiegare e fare esempi
lunedì 23 luglio 2007
bimbo sporco
Mi riusciva difficile respirare, quei viottoli caldi e stretti e quel porfido a terra che mi rifletteva addosso tutto quel sole.
Non c’era un’anima in giro.
Si.. pensi alle tue cose, a quello che hai appena fatto, a quello che stai per fare.. ma a volte proprio non ti aspetti le cose più banali.
Stavo tornando a casa di corsa, non vedevo l’ora di mettermi sotto il ventilatore, le porte delle case della via mi scivolavano attorno.. le mura mi gettavano addosso il caldo che avevano assorbito per tutto il giorno.
Poi in un attimo una porta mi chiamò.
-Hai da fumare e da accendere?-
Non era una porta, era un uomo distinto in giacca nera, mi venne una vampata di calore solo a guardarlo. Distinto era poco, sembrava uscito da un disegno, tutto in velluto nero, i capelli corti bianchissimi…
-Allora caro Cristian, hai una sigaretta? Una winston delle tue?
No. Non avevo mai visto quell’uomo, per un attimo lo fissai negli occhi attonito, ne aveva uno verde ed uno grigio.
Il mio nome, sapeva il mio nome: “Caro Cristian”.
Mi fissava sicuro di stupirmi, io lo guardavo in viso e non distinguevo più quale dei suoi occhi era quello verde e quale quello grigio; volevo solo tornare a casa percorrendo la strada di sempre, le case di sempre, le porte di sempre.
-Devo frugare io nella tua tasca destra Cristian? Mi devo servire da solo?
Continuavo a fissare il vuoto dei suoi occhi, lui allungò la mano e io lo lasciai fare, si accese una delle mie winston con il mio accendino, sapeva che lo tenevo dentro il pacchetto.
Un momento.. aspetta un attimo Cristian.. le ha viste.. le ha viste spuntare dai pantaloni.. magari conosce i tuoi Cristian.. sa come ti chiami..
No caro, io so chi abita vicino a me, questo non l’ho mai visto, è così strano.. strano e normale..
Dai, non vedi che ti sta prendendo in giro? Ti ricordi quando eri piccolo e un amico di tua zia ti disse che sapeva cosa avevi fatto? Ti ricordi che solo per quella frase ti eri terrorizzato che sapesse dei giornali che nascondevi sotto il letto quando stavi da lei? In realtà non sapeva nulla e ti stava prendendo in giro..
I bambini si prendono in giro Cristian..
Si dai, è così per forza.. conosce i miei.. sta facendo il suo gioco..
Bravo Cristian, sta giocando con te..
- Io ho smesso di ascoltare la mia mente da un po’ Cristian, è così chiassosa.. fastidiosa.., non sto giocando con te cristian.. non conosco i tuoi.. ho solo voglia di fumare e di farti sapere un po’ di cose..
Dio mio, aveva ascoltato quello che stavo dicendo.
Non stavi affatto parlando cristian…
Zitto tu, maiale.
Dove diavolo eravamo? Ero sicuro di essere vicino a casa, non capivo più nulla.
Lui era ancora lì, con un mezzo sorriso mi fissava fumando, non avevo la minima idea di come avesse fatto a sentire le mie paure, ma non riuscivo più a preoccuparmene.
Ero avvolto dal fumo che gettava fuori dalle narici, mi sentivo quasi inebriato.
Presi una sigaretta dal pacchetto che l’uomo teneva in mano, la accesi.
-Che genere di cose dovrebbe farmi sapere?
Ancora quegli occhi strani, oscillavano dal grigio al verde, danzavano intorno al suo sorriso.
-Avevi paura vero? Temevi che scoprisse quel tuo luogo segreto.. in mezzo alla polvere sotto il tuo letto, anche i bambini non sono sempre così puliti dentro, vero cristian? Anche loro a volte sono sporchi.. so che ti sentivi sporco.. povera zia, lei che ti amava tanto per la tua dolcezza..-
Basta ti prego, smettila Cristian, scappa.. vattene.. lascialo qui.. non voglio più sentirlo..
No, voglio sapere, lui non può.. io devo sapere perché sono qui..
Raccolsi tutte le energie che avevo per stringere i pugni e avere ancora il coraggio di chiedere qualcosa.
- Io non so come lei sia venuto a conoscenza di queste cose, ma se mi ha chiamato qui per parlare di qualcosa vada pure.. sono stufo di aspettarla per i suoi giochi strani.. quindi mi dica..
Mi lasciò fermo impalato davanti all’uscio della sua casa, scomparve nell’ombra dell’entrata, passi lenti e sicuri.
Stava tornando, aveva qualcosa con se.
Mi porse un telefono cellulare.
-C’è una chiamata per te Cristian bimbo sporco…
Dopo due secondi il telefonò squillò, vibrava nelle mie mani. Guardai il numero che compariva nel display, lo fissai, lo avevo già visto, il vecchio in giacca tornò ridendo dentro casa.
Io conoscevo quel numero.
È il tuo numero cristian, dai rispondi.. non porti domande inutili.. rispondi a quel telefono, sei qui per farlo, perché non rispondi Cristian? Mi sembra che conosci abbastanza bene chi ti sta chiamando..
Stai zitto brutto porco, io… io.. tu non esisti.. questo vecchio del cazzo non esiste..
Risposi.
Era la mia voce.
-So cosa hai fatto bambino sporco, dovresti chiedere scusa…
La linea cadde subito, il telefono cadde dalle mie mani.
Scappai via da quella casa, la risata debole del vecchio rimbombava nella via stretta, si rifletteva nelle mura e nel porfido della strada, proprio come quel sole Infernale che prima mi faceva bollire l’anima.
Inferno Cristian, l’inferno dei bambini sporchi.. che nascondono le cose sotto il letto.
Zitto, stai zitto tu…
Arrivai a casa senza voltarmi, mi rinchiusi dentro sbattendo la porta e separandomi da quella giornata. Corsi in bagno e mi guardai allo specchio.
I miei occhi.
Si cristian, uno grigio ed uno verde.. lo specchio sposta la destra verso la sinistra Cristian, lo specchio sei tu cristian.. ti manca solo un vestito nero di velluto ed i conti tornano…
Ti prego, smettila.. io.. ho paura.. mi sento sporco… troppo…
Lavai il sangue secco che avevo nelle mani, ma quello raffermo sulle pieghe del palmo non andava via neanche con il sapone.
Gettai il coltello sotto il mio letto.
Per un po’ di tempo preferii restare solo.
Non lo sarai mai Cristian…
Zitto tu, maiale.
notte tranquilla

- Dove stai andando ? -
Me lo chiese come se non sapesse l’orario che avevamo fatto.
- A casa… non vedi che è l’una? -
Ne rimase sorpresa, come se non fossimo stati insieme abbastanza, quella sera. Era bellissimo stare con lei, prima o poi avrei dovuto dirglielo. Stava nascendo qualcosa.
- Beh… allora vai pure, ci vediamo presto… magari domani.. –
Me ne andai salutandola normalmente, come avevo sempre fatto; forse avevo appena bruciato il momento esatto per darle un bacio, ma non me ne importava.Certo non avevamo fatto altro che parlare di lavoro, come sempre; ma ci parlammo in modo diverso quella sera.La strada era troppo buia in quel tratto che divideva le nostre case, neanche un lampione per dieci minuti; neanche un cane a pagarlo oro.
Decisi di lasciare la macchina fuori casa, tanto nessuno l’avrebbe portata via conciata com’era. Ero felice, non pensavo a nulla. Subito, nell’euforia di entrare in casa e gettarmi nel letto a fantasticare sulla serata, non mi accorsi della novità che c’era fuori dal mio cancello.
Strano vedere la cassetta delle lettere così spalancata.
Ancora più strano vedere quello che sembrava un lenzuolo, impaccato all’interno.Potevo solo pensare che fosse uno scherzo, uno di quegli scherzi idioti per mandarti a letto impaurito, chissà chi poteva scherzare a quell’ora. Non sopportavo gli scherzi idioti.
Feci cadere quello che effettivamente era un lenzuolo bianco, per terra. Tentai di aprirlo con i piedi, solo per vedere se per caso ci fosse stata qualche sorpresina all’interno. Sembrava non ci fosse nulla ma aguzzando la vista vidi che c’era un piccolo disegno, nel bordo.Era la figura di un orologio, con tanto di lancette. Segnava le tre e trenta.Se qualcuno voleva mettermi paura, non c’era per niente riuscito. Feci finta di guardarmi attorno, con una faccia incuriosita, tanto per stare al gioco. Lasciai lì il lenzuolo e andai dentro casa.Teste di cazzo.Appena sotto le coperte dimenticai subito lo scherzo ed iniziai a fantasticare. Chissà cosa fosse successo se l’avessi baciata, magari avrei passato la notte lì; mi sentivo un grande imbecille. Ma non ero pronto per farlo, la vedevo sempre al lavoro e questo mi avrebbe dato problemi, i colleghi, il capo.No, avevo fatto bene.Mi ero addormentato.Non stavo sognando, ero nel buio del sonno più completo. Mi svegliai di soprassalto. Non avevo mai sentito suonare il campanello così, un colpetto leggero, un suono così frastornante. Il mio ritorno alla realtà.Chi diavolo poteva suonare il campanello di casa a notte inoltrata? Non riuscivo ancora a capire se stavo sognando o se veramente qualche nottambulo aveva appena, veramente, suonato.Ci misi un po’ per mettere a fuoco quella figura che stava in piedi davanti al cancello, era completamente nera. Era un tale incappucciato; non riuscivo a vedergli il viso.Non feci in tempo a dire una parola.L’uomo avvolse il lenzuolo attorno a qualcosa che aveva in mano; lanciò il tutto davanti alla mia entrata.Rumore di vetri rotti.Spostai lo sguardo verso quello che sembrava un barattolo di vetro, si era rotto e del liquido fuoriusciva, un liquido nero, denso.Appena rialzai lo sguardo la figura era sparita nella notte, non avevo sentito neanche un passo, svanito nel nulla.Mi avvicinai al barattolo rotto, allungai la mano… era sangue. Un barattolo pieno di sangue, feci uno scatto per allontanare la mano e mi tagliai, non sopportavo la vista del sangue; sia il mio e sia quello degli altri.Corsi dentro casa. Mi resi conto che non era un sogno.Mentre mettevo la mano sotto l’acqua fresca il mio sangue scorreva dentro il lavandino; mi guardai allo specchio, vidi riflesso l’orologio… le tre e mezza.Avevo paura.Nessuno sa come sì può reagire in una situazione del genere, i polsi freddi, il mio cuore stava per esplodere, sembrava che mi volesse uscire dal petto. Sudavo freddo, non riuscivo a pensare, il tempo sembrava essersi fermato.Perché?Cercavo di dare una risposta a quello che era successo ma non riuscivo a trovarla, mi sfuggiva tra i mille pensieri che scorrevano impazziti nella testa. Forse era il membro di una setta, forse voleva solo spaventarmi e andarsene. Non avevo il coraggio di guardare alla finestra; non avevo il coraggio di ascoltare rumori, non volevo sentire che era ancora lì, appena fuori della mia casa.Poteva essere una vendetta di qualche genere, un’intimidazione; ricercai nella mente le ultime cose che avevo fatto. Non ricordai nulla.Magari mi era sfuggito qualche particolare, avevo offeso qualcuno… non ricordavo nulla.Rumore di passi.Quell’uomo era ancora lì, stava salendo le scale a passi lenti.Nessuno sa come sì può reagire in una situazione del genere, ero congelato, immobile. Il rumore sordo di quei passi e le vibrazioni mi stavano facendo scoppiare la testa. Stava arrivando alla porta di casa.Presi il mio fucile. I passi si fermarono. Strinsi la mia arma fino a farmi diventare bianche le nocche, tremavo come una foglia, respiravo velocemente, sussurravo parole incomprensibili.Tenni il fucile puntato alla porta, il tempo sembrava non passare, secondi sembravano ore.Lo vedevo, vedevo la sua ombra dietro la vetrata; non riuscivo a metterlo a fuoco, le mie mani tremavano come impazzite.La vetrata si infranse.La sua mano entrò nello squarcio che aveva appena provocato, girò il pomello dall’interno.Io ero pronto a sparare.Aprì la porta.Era davanti a me.Sparai.Un boato pazzesco avvolse la mia mente, le orecchie mi fischiavano; non pensai a nulla. La sua veste si squarciò, una zaffata di polvere e sangue riempì l’aria davanti a me.La figura cadde floscia su se stessa, morta. Mentre cadeva il cappuccio si sfilò.Mio Dio.Era lei, Jenny. Era la ragazza che avevo lasciato poche ore prima, la ragazza che non avevo il coraggio di baciare. Stavo per svenire. Volevo morire.Uno scherzo.Girai il fucile verso me stesso, il freddo della canna in bocca.Sparai.Quella notte mi svegliai di soprassalto, un incubo tremendo. Avevo sognato di uccidere Jenny.Decisi di baciarla appena l’avessi vista, anche davanti al capo ed a tutti i colleghi.Nessuno sa come sì può reagire ad un sogno del genere.
il cliente

Solitamente ero dietro al bancone il Martedì.
Solo, come spesso accadeva.Sentivo che quella sera c’era qualcosa di speciale, sentivo un’aria di diversità nella solita routine delle cose, prevedevo un cambiamento. Volontariato dietro al banco di un bar della chiesa, un classico patronato. Come di solito, ultimamente, non c’era anima viva.Tempo prima avevo qualche amico che veniva a fare due chiacchiere, amico forse è dire troppo, beh c’era qualcuno che veniva a prendere un caffè, il martedì. Si parlava del più e del meno, del tempo… la politica, le cose… banali.La sala era vuota, i pochi tavolini che c’erano erano coperti da delle tovaglie di un colore orrendo, sfatto e sbiadito, come tutto il posto. La luce era di quella tipica freddezza lasciata dai neon nel più spettrale degli ospedali; continuavo a dirlo io, al prete, di rimettere in ordine il locale.Ma lui non ne voleva sapere, aveva invece comprato un’orrenda statua di… sì.. di Sant’Antonio credo.Era lì, sopra la scalinata che portava alle stanze del catechismo… con un lumino di luce elettrica, sempre acceso. Quel posto era tutto quello che avevo, tutto quello che speravo di avere e tutto quello che la vita mi aveva offerto fino ad allora.Il Martedì era il mio turno di volontariato.Tutto quello che restava di me.Sì, c’era qualcosa di strano nell’aria prima che lui entrasse. La luce era diversa, pareva più calda; l’atmosfera era meno decadente; sembrava che tutto il locale fosse mutato, solo per accoglierlo.Il mio cliente.Non mi accorsi neanche della sua presenza. Ero chinato per rimettere a posto delle bottiglie di quella birra di sottomarca che comprava il prete per risparmiare; appena mi alzai lui era lì, che mi fissava.A dire la verità non so se mi fissasse, sembrava fissare un punto a destra dei miei occhi, sembrava strabico. Ma di certo non lo avrei fatto pesare a lui, il mio cliente.Era entrato come un fantasma e la sua presenza era funerea, incantata… lo accolsi come se fosse stato il più bel regalo del destino. Sorrisi ed ascoltai quello che aveva da chiedermi.- Caffè ed un bicchiere d’acqua….-Le parole più semplici mi avevano dato un tremito di speranza, mi sentivo vagire come un bambino appena nato, ma dovetti trattenermi, perché il mio cliente avrebbe sentito.. ed io non lo volevo.Da quel momento in poi tutto finì, il mio battito rallentò, non ero più felice. Quell’essere schifoso versò tutta l’acqua nella tazza di caffè, con il caffè ancora dentro. Mi fissava sempre con quell’aria vacua, mentre lo faceva.Ormai il bancone era tutto bagnato di acqua sporca, tutto il caffè era uscito e nella tazza era rimasta solo acqua… ero molto irritato.- Dammi tutti i soldi…. -Il mio cliente.Non mi piaceva più il mio cliente, era stato insensibile, brandiva un coltello. Io lo accoglievo come se fosse un fratello e lui voleva i soldi; quali soldi poi.L’unico denaro che c’era erano quelle poche monete ferme da settimane, forse mesi… anni.Non avevo visto mai nessuno io dentro quel posto, solo me stesso ed il prete, quel tirchio, maledetto prete… in realtà non erano mai venuti amici a prendere il caffè.Sentii un rigolo caldo nell’avambraccio, un quieto torpore liquido che mi bagnò tutta la camicia , il sangue del mio cliente.Conficcai il coltello a doppia punta, quello per i limoni, nel suo collo teso; lui non ebbe il tempo di muoversi… finalmente mi guardò negli occhi.. non era strabismo.. forse quella di prima era paura.In quel momento tutta la mia vita divenne chiara e limpida, i colori della sala divennero caldi, festeggiavano con me il mio successo.Poco dopo anche la statua di San Antonio festeggiò, il lumino si spense ed il corpo del mio cliente era appeso lì, proprio vicino a lei…. per i piedi.Ero rinato…Me ne andai…Verso il mondo che ora mi apprezzava e che mi apprezza tuttora.
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